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SENSO DI APPARTENENZA PDF Stampa E-mail

Viviamo in tempi assolutamente poco affascinanti, questo è uno sconsolante dato di fatto, tempi in cui certi valori, una volta fondamentali, stanno scivolando nell’oblio sacrificati sull’altare delle nostre convinzioni e dei nostri desideri, che siano etici o meno. E’ diventato estremamente difficile parlarne ed ancor di più il tentare di trasmetterli, senza essere guardati come guardarono GALILEO quando prese ad urlare che la terra non era piatta ma tonda.

Purtroppo, (si fa per dire) se nel quotidiano la scomparsa di questi valori, passa ai più inosservata, nel mondo delle arti marziali… o come qualcuno le chiama facendo di tutta l’erba un fascio “sport da combattimento” non può esserlo e specialmente NON DEVE ESSERLO.

Il problema risiede probabilmente nelle odierne metodologie, finalizzate quasi esclusivamente al mondo agonistico, mondo dove l’etica è scomparsa da tempo, finalizzate all’estrema sintesi..”Ecco questo è il jab, questo è il diretto,….a proposito non darlo sul muso della vecchia che vende i brustolini fuori dal cinema!” Credo che questo sia il massimo sforzo di trasmissione del corretto uso della forza che gli insegnanti compiano oggi come oggi.

Sia chiaro, sono perfettamente conscio di quanto oggi sia difficile parlare di concetti come etica del “guerriero” senso d’appartenenza a certi adolescenti con in testa cappellini dalla visiera “puntata” verso Orione (con buona pace del SETI) che ti guardano come si guarda uno che ha appena fatto irruzione a cavallo di un unicorno, resta il fatto però che, se tra le tante facce dell’uomo abbiamo deciso di vestire quella del “maestro” è nostro preciso dovere provarci.

Prendiamo ad esempio il “senso d’appartenenza”, il sentirsi legati ad un gruppo, in questo caso ad una scuola in maniera radicale e definitiva, l’essere pronti a rinunciare ai propri meschini interessi personali per il bene del gruppo, bene, tutto questo va scomparendo.

Siamo onesti, oggi le palestre sono tutte, chi più e chi meno piene (se domani il mio idraulico apre un corso statene certi 30 persone le mette insieme anche lui) ma si sa, lo “zoccolo duro”, quelli veramente e seriamente deferenti alla scuola su un gruppo di 120 persone possono essere quei 20/30 elementi, gli altri? Molti vengono con lo stesso spirito con cui si va a fare una seduta di “step” e sono pronti a cambiare scuola o anche disciplina non appena urti il loro ego o li metti troppo alla prova. 

Per quel che concerne lo staff istruttori, posso dirmi assolutamente fortunato perché posso collaborare con persone che sono con me da un minimo di dieci anni sino, nel caso di Claudio Pelosi che ne fa parte da ben oltre 25 anni. Con gli agonisti la cosa è completamente diversa, finiti i tempi   pionieristici (per Bologna almeno) di Minonzio, Calzolari, Comellini, Petracca, alcuni passati a nuove discipline alla ricerca di nuovi stimoli (Minonzio), chi trasferitosi fuori Bologna (Calzolari) e chi ritiratosi per motivi di lavoro (Comellini e Petracca), gli agonisti sono stati tantissimi (e molti si stanno preparando), ma nella grande maggioranza si è trattato di “meteore” di passaggio ed è brutto vedere un ragazzo, crescere, mostrare talento, sparire nel nulla (mentre tu gli stai programmando la prossima stagione) per poi incontrarlo casualmente e sentirsi dire che ora gli piace di più la pallavolo!

Fortunatamente esistono anche persone serie che hanno compreso quel concetto che ho cercato di inculcargli e di cui mi faccio vanto di applicare io stesso (nei confronti del mio maestro) che dice “ la scuola prima di tutto” persone che hanno ben chiaro il significato della parola “senso di appartenenza”…gli altri?...gli altri appartengono ad un “clichet” già visto più di una volta, sono già passati di qui, ma non hanno lasciato traccia, mi spiace per voi!

Flavio Monti 

 
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